Lo sguardo interiore del sogno


Il sogno è rimasto l’unico luogo nel quale possiamo essere irraggiungibili, l’unica riserva nella quale possiamo ritirarci, restando pienamente e compiutamente noi stessi. Il sogno è un dono che è bene accogliere, un tesoro da non disperdere, da non dissipare. Perché il sogno è il nostro più fidato confessore, il conoscitore più attento di tutti i nostri segreti, il narratore più instancabile del nostro cammino. Guardiamo dunque al sogno, nostro alleato, con l’impegno di apprendere a parlare la sua lingua, perché è questa la lingua in cui è scritta la nostra più autentica autobiografia.

Due giorni per entrare in dialogo con il sogno: per afferrare ciò che le sue immagini possono rivelarci, per trattenere ciò che possono raccontarci. Due giorni per imparare a esercitare il nostro sguardo interiore e far diventare così le immagini del sogno altrettante occasioni di formazione e trasformazione di sé.

Con: Gian Piero Quaglino e Riccardo Bernardini
Il: 5, 6 e 7 luglio 2012
Al: Castello di San Sebastiano da Po

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